mercoledì 1 ottobre 2008
COSA SI PREFIGGE QUESTO BLOG
L’ho denominato a mio nome non certo per mettermi in mostra, perché chi mi conosce sa che non appartengo alla schiera degli esibizionisti, ma ho sentito l’obbligo di voler evitare al blog la genericità di una sigla in anonimato che in se stesso risulterebbe dubbioso ed insignificante.In verità l’avrei voluto definire semplicemente il blog dei “diversi”, ma solo nel senso che non siamo tutti uguali, che non tutti pensiamo allo stesso modo e che nella diversità si può trarre l’alimento essenziale per arricchire il patrimonio culturale e ideale.Essere diversi, dunque, non vuol dire essere settari. Al contrario. Il blog si prefigge di ricercare col confronto delle opinioni tutte le possibili convergenze ed intese anche parziali, per non cadere nell’oppio della routine quotidiana e per mobilitare, invece, le qualità più elevate di ogni individuo col quale effettuare un contatto costante di riscontro critico e formativo.Ciò comporta ed esige di essere diversi, per costituire uno stimolo per gli altri ad aprirsi anch’essi a liberi confronti sui grandi problemi politici ed ideali, nonché sui problemi immediati del lavoro, della libertà, della giustizia sociale.Purtroppo la stampa e la televisione, tra loro complementari, sono nelle mani di potenti gruppi, i quali, liquidando gli intransigenti del libero pensiero, tendono a stabilire non un colloquio con l’opinione pubblica ma a plagiarla, imponendo una cultura ed una linea legate ad interessi economico-politici del sistema.Oggi, infatti, sono forti le pressioni e l’esaltazione dei particolarismi, le campagne di tipo qualunquistico, che spingono verso lo svilimento e la distorsione dei valori veri dell’uomo, considerato come individuo inerte e spettatore-consumatore. Ed anche il deterioramento dei partiti ha finito per corrodere la fiducia nella politica, determinando un inconscio annullamento della persona.Senza l’illusione di riuscire a far molto ed anche senza sgomento delle difficoltà, il blog vuole essere, dunque, non un manifesto pubblicitario, ma un modesto laboratorio di comunicazione e di elevazione. Esso, aggregato ad altri blogs con interessi comuni, tende ad esprimere non apologia della mercanzia e dell’oggetto, ma la diffusione di parole d’ordine, la richiesta di riflessione, la contestazione di imposizioni, di sistemi e di situazioni, rappresentando nel contempo la voce critica che costruisce col dissenso l’embrione del proprio manifesto politico.
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
Nessun commento:
Posta un commento