Below is the result of your feedback form.It was submitted by Mario on Thursday, June 5 2008 at 19:25:01
Sig.Arena,avevo indirizzato durante le ultime elezioni amministrative una e-mail al sito della candidata Sindaco Ninella, con la quale le proponevo l'assegnazione di aree per la installazione di chioschi da adibire a vari usi: vendita di giornali, gelati, somministrazione di bevande, pasti di rapida preparazione tipo fast food. Piccole attività che l'Amministrazione locale avrebbe potuto incentivare per alleviare in qualche modo la crisi di lavoro che investe la mia generazione.Non fu pubblicata mai in quel sito, che ora sembra sparito anche dalla rete web. Tuttavia subito dopo le elezioni mi recai in Comune per informazioni sulla possibilità di gestire un chiosco. Mi fu risposto che dopo l'individuazione delle aree il Sindaco avrebbe fatto affiggere i manifesti per comunicare il numero di aree disponibili e per procedere all'assegnazione a quanti ne volessero fare richiesta secondo criteri che sarebbero stati stabiliti dal Consiglio Comunale.Ora, alcune settimane addietro, ho appreso in Consiglio Comunale, grazie ad una interrogazione del consigliere LA PIANA, che ben undici aree per altrettanti chioschi sono state individuate ed assegnate con delibera di giunta. affissa tacitamente alla bacheca del Comune senza la necessaria informazione l pubblico, con il chiaro intento di favorire solo i bene informati amici.Gradirei che lei pubblicasse sul suo sito la mia denuncia per far conoscere alla cittadinanza questi metodi poco democratici, usati in modo malsano e che costituiscono raggiro alla pari opportunità di tutti i cittadini. La saluto. MARIO
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It was submitted by Anna on Sunday, June 1 2008 at 23:11:28
Al sito di Enzo Arena.Sono una mamma di Misterbianco con due figli non ancora in età di lavoro, ma con la trepidazione di quello che sarà il loro futuro. Seguo con attenzione alla radio locale i dibattiti del Consiglio Comunale, e l'altra sera ho sentito il consigliere LAPIANA rivolgere critiche al Sindaco e alla Giunta sulla questione dei chioschi, e alla fine interrogazioni e critiche risulteranno soltanto chiacchere perchè non sufficienti incalzanti e non sostenute dai delegati, ormai diventati rappresentanti di se stessi dinanzi ad un paese passivizzato. Già avevo l'opinione che tutto si fa allo scopo di favirire clientele senza voler applicare criteri di giustizia nelle assunzioni di posti di lavoro o nelle assegnazioni, come in questo caso, delle aree per i chioschi.Sarei curiosa di individuare gli assegnatari. Se non altro per convincermi che almeno siano stati assegnati a persone che vivono di lavoro precario. Perchè sarebbe il colmo se con furbizia risultassero invece favoriti quelli che hanno già la fortuna di a vere un reddito sicuro o l'esercizio di una attività, e che poi approfittano delle concessioni di queste aree per speculare in sub-affitti a terzi, escludendo in tal modo ad altri giovani di avere l'opportunità di iniziare in proprio un'attività che costituisca l'unico reddito possibile.La ringrazio e le porgo un cordiale saluto. ANNA
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RISPONDO a MARIO e ad ANNA
Innanzitutto mi scuso con Anna e Mario per il ritardo col quale edito le vostre lagnanze, ma, non conoscendo i fatti, avevo ritenuto opportuno farlo dopo aver attinto informazioni per non incorrere in inesattezze nella risposta. Purtroppo altre situazioni mi hanno distratto dall’argomento, e confesso di saperne ancora non più di prima.
Ritengo, altresì, suggerire ad Anna e Mario di voler estendere con coraggio la consapevolezza dei propri diritti presso le sedi opportune (difensore civico >o meglio presso i rappresentanti delegati in Consiglio Comunale), affinché i signori del Palazzo Comunale percepiscano la voglia popolare di cambiamento e di trasparenza.
Tuttavia, giacchè Mario mi incalza ora con un’altra mail di promemoria, sento l’obbligo di appagarne comunque la richiesta e di dar voce su questa pagina del sito a quel che avete descritto, con l’intento di far giungere il disappunto dei cittadini ai nostri Amministratori Comunali, i quali sulle scelte e su tutto ciò che riveste interesse pubblico hanno il dovere primario dell’informazione.
Intanto le vostre due E-Mail pongono tre legittimi dubbi sulla procedura della Giunta Comunale:
-la disinformazione pubblica,
-il favore clientelare delle assegnazioni
-ed, infine, la probabile “escalation” dei furbetti.
Prendendo atto, intanto, di quello che affermate concordo che in una comunità “veramente civile e solidale” l’etica sociale dovrebbe ritenere impensabile trovare, tra le richieste di assegnazione delle aree per chioschi, i riferimenti ad individui che già conservano il posto di lavoro o una attività che produce loro già un reddito.
E diventa riluttante se ci si accorgerà poi che tra i destinatari delle suddette assegnazioni figurano anche costoro o i loro prestanomi.
Ma quello che scrivete è, purtroppo, la triste realtà di quel disagio sociale che trae origine dal rapporto assai morboso che categorie di cittadini hanno col denaro, idolatrato senza alcun ritegno.
Dinanzi al prevalere del lucro su ogni cosa è, dunque, naturale che la pubblica disinformazione generi in Anna quel legittimo sospetto che probabilmente non tutti gli assegnatari gestiranno in proprio l’attività produttiva del chiosco, ma che, speculando col mercato del profitto, patteggeranno tacitamente con terzi meno fortunati la subalternità di quella gestione, nella cui fase di assegnazione l’Ente Comunale si sarebbe reso colpevole di aver sottratto la premessa per una opportuna e più adeguata applicazione in favore del disagio sociale.
Mario scrive di sentirsi raggirato perché la politica delle clientele o dei furbetti beneinformati gli ha negato la “pari opportunità”. Io aggiungo che alla pari opportunità dovrebbe prevalere l’obbligo morale di privilegiare innanzitutto gli appartenenti alle categorie sociali che non dispongono di un reddito. Altrimenti può succedere (e succede sempre) di assistere impotenti all’antipatica situazione di assegnatari che appartengono a categorie più o meno ricche e che, senza imbarazzo e con la complicità del comparaggio politico, rubano ai poveri anche la più semplice opportunità di cominciare a procurarsi un modesto reddito.
Pertanto al Sindaco Ninella Caruso ed al suo assessore Angelo Guarnaccia si chiede:
-Quale metro di giudizio hanno voluto praticare per l’assegnazione delle aree in un momento di così grave crisi del lavoro?...Forse l’ordine cronologico dei beneinformati clienti?
-Cosa intendono giustificare le SS.LL. con il termine “trasparenza” delle procedure, declamata con il loro comunicato/stampa sulle assegnazioni, quando invece si è tenuta oscurata l’informazione e si sono volute ignorare le reali emergenze di situazioni occupazionali, strumentalizzando artifizi che legalizzano (come sembra) la logica del clientelismo ed il profitto dei furbetti?
-Non sarebbe il caso che l’Ente Comunale, piuttosto che sprecare le energie locali ripiegando nelle strategie del lucroso individualismo, si rendesse promotore di consulte giovanili per cominciare ad elaborare una propria politica di programmazione che possa influire a determinare attività e, di conseguenza, fonte e posti di lavoro?
E’, infatti, nelle intenzioni risolutive che si misura soprattutto la qualità di quel valore assoluto dell’onestà, proprio quel valore che tanto insistentemente e con altrettanta ipocrisia veniva fatto risaltare sui manifesti delle ultime elezioni amministrative.
In entrambe le E-Mail viene citato il consigliere La Piana, il quale, coerentemente al ruolo che riveste, ha sollevato in Consiglio Comunale la questione, facendo giungere all’opinione pubblica la conoscenza di premeditate operazioni, di cui la cittadinanza ha avuto occasione di percepire a cose fatte.
La protesta di questi due concittadini sia, dunque, per il consigliere La Piana e gli altri consiglieri, un punto di riferimento per reclamare le ragioni degli onesti.
ADDI’, 27 GIUGNO 2008
( Da www.webalice.it/arenavincenzo )
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