NOSTALGIA DELLA GESTIONE PUBBLICA
Un tempo i cittadini pagavano al Comune la cartella per il servizio di raccolta dei rifiuti (TARSU). Era poi il Comune che, integrando risorse proprie, pagava gli addetti del servizio di raccolta.
Adesso ai cittadini giungono gli avvisi vessatori da pagare all’agenzia di riscossione, la quale passa i soldi all’Ente d’ambito, il quale a sua volta paga i gestori del servizio (per l’ATO3 si aggiunge anche un Consorzio).
Inoltre il passaggio da tassa TARSU a tariffa TIA comporta un addebito totale all’utente senza più l’aiuto del contributo integrativo che pagava il Comune.
Il risultato è che tutto questo ha escluso i Comuni dalla gestione pubblica ed ha fatto lievitare importi salatissimi che servono a mantenere in vita un carrozzone di comparaggio, in cui attingono lauti stipendi i propri amministratori e i dirigenti.
Negli ATO ormai di pubblico c’è solo il nome, in quanto il servizio è diventato un affare riservato tra privati, da cui dipendono i cittadini sempre più condizionati dalle discariche che lucrano profitti dinanzi all’incapacità del governo di predisporre un efficiente ciclo integrato dei rifiuti, favorendo gli “amici imprenditori” delle discariche e consentendo loro di mettere sotto scacco le istituzioni come è avvenuto a Napoli col cosiddetto “miracolo” di San Silvio, che ha fatto sparire l’immondizia di città nascondendola sotto il tappeto.
Ora l’invito a pagare espresso dal Sindaco Ninella Caruso a mezzo stampa e poi anche in prefettura, non corrisponde, dunque, al suo ruolo di tutela della cittadinanza e sembra voler additare i cittadini come evasori quando questi, invece, sono perfettamente consapevoli del proprio dovere di adempimento.
Non è in questione il dovere dei cittadini di pagare la tariffa. Si contesta l’illegittimità della determinazione della tariffa, la sua procedura, la modalità di riscossione, i costi inaccettabili.
Intanto per ora si tratta di conciliare le esose richieste di pagamento, in quanto la richiesta di conguaglio avanzata dalla Simeto Ambiente è palesemente illegittima, essendo state le tariffe determinate dalla stessa Società e non, come invece prevede la legge, dai Consigli comunali.
Sono, infatti, gli Enti Locali che, avendo una conoscenza diretta delle realtà e delle esigenze del territorio di propria competenza, posseggono gli strumenti per quantificare correttamente i parametri indicati nella normativa.
Invece la Simeto Ambiente sottrae al controllo pubblico un compito che non può essere svolto da un soggetto privato per evidenti scopi lucrativi, palesemente conflittuali con le finalità di pubblico interesse che devono perseguire gli Enti Locali.
Si chiede, perciò, ai Sindaci dei comuni azionisti la convocazione di una assemblea popolare, che ponga all’ordine del giorno una mozione di sfiducia nei confronti del consiglio di amministrazione dell’ATO3 e la retrocessione del servizio di raccolta dei rifiuti agli Enti Pubblici Locali.
NOTA: Cliccando sul seguente link
www.webalice.it/arenavincenzo/MISTERBIANCO_NEWS.html
puoi visionare la riproduzione di una cartella di pagamento TARSU di un Comune della Regione Calabria, che mantiene tuttora la gestione diretta della raccolta dei rifiuti. I dati ivi riportati mostrano l’accurata mediazione dei costi a tutela dei cittadini.
Prova a rapportare i dati analitici di questa cartella con le dovute proporzioni di tipologia e di superficie riportate nellz tua cartella, al fine di poterne verificare le grandi differenze di tassazione.
Ne prendano esempio i nostri sprovveduti Sindaci dei Comuni serviti dall'ATO3 !
Addì, 04 Ottobre 2008
( Dal sito www.webalice.it/arenavincenzo )
mercoledì 15 ottobre 2008
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