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martedì 23 giugno 2009

TRA SCIUPAFEMMINE, STARLETTE e SCANDALI…CONTINUA IL MENU’ DEL CIRCO DI SILVIO

E’ la solita passerella di Berlusca. E’ il solito spettacolo dei suoi alibi, spinti sino al ridicolo, per mascherare i propri peccati (privati e pubblici) nel grande circo della retorica populista. Ed ora, con traduzioni verbali ad effetto, si vorrebbe far credere anche in una idilliaca intesa con Obama, il quale alcune domande se le deve essere poste se ha ritenuto di dedicare al nostro premier appena il tempo di un caffè, scelta diplomatica che non rappresenta certamente un attestato di stima.
Infatti proprio nell'America di Obama un'alta carica istituzionale sarebbe stata costretta a dimettersi per molto meno della vicenda Mills o delle altre nefandezze del premier. Basta leggere i giudizi non certamente lusinghieri della stampa americana e internazionale nei confronti del premier, le cui vicende ingarbugliate e grottesche non rappresentano certamente una buona presentazione.
Ma in Italia (che dagli USA copia sempre le cose peggiori e rifiuta invece le cose buone) le regole democratiche e morali non valgono. Ed era prevedibile che i compiacenti media italiani, per rendere all’opinione pubblica la percezione di un successo di quella visita, enfatizzassero la traduzione di qualche frase di Obama, obbligato dal cerimoniale di cortesia ad accogliere le sgangherate versioni del nostro imperatore da operetta.
Anche il recente vertice con Gheddafi ed il prossimo G8 (a cui guarda con divertimento il nostro premier) sono le inutili recite del nostro imperatore per dimostrare che lui ancora esiste e non perchè pensa davvero di cambiare lo stato caotico delle faccende disumane del mondo.
Nell'Italia dei servi "yes men" e dei cortigiani, l'informazione berlusconiana ha avuto sempre il risultato di una sceneggiata paranoica che tende ad oscurare la mente degli incauti elettori, a cui basta una strizzatina d'occhio e qualche battuta spiritosa del capo"sciupafemmine" per essere distratta dalle reiterate gravi responsabilità del capo di governo.
Seguendo uno schema già consolidato, tutta la macchina dell’impero Berlusconi (giornali e tv, direttori, esperti di gossip, starlette e tutta la fauna di figuranti del mondo dello spettacolo) è impegnata a screditare quel che resta della libera stampa ed a ridurre i danni prodotti dalle ultime vicende del Cavaliere. Questa macchina berlusconiana della bugia esiste e continua a funzionare nelle sue reti Mediaset ed in quelle della RAI asservita, soprattutto coi servizievoli “porta a porta”, costruiti sul nulla dal suo ciambellano di corte Bruno Vespa.
Uno dei motti preferiti dal gerarca nazista Joseph Goebbels era: "Qualsiasi bugia, se ripetuta frequentemente, si trasformerà a poco a poco in verità".
Nella storia recente d’Italia c’è memoria viva di tempi simili: accadde nel nostro passato, ma forse non ne siamo usciti vaccinati.E' la solita storia che spaccia una realtà immaginaria, e di questa immaginazione è malata l’Italia.

Così, tra promesse fasulle e clamorosi scandali, che ogni giorno continuano a rimbalzare sulle teste del popolo, ci dimentichiamo il senso della realtà e della ragione. E ci si abbandona, purtroppo, al sonno dell’oppio.
(dal sito www.webalice.it/arenavincenzo )

lunedì 8 giugno 2009

QUESTA ITALIA DI BERLUSCONI..ovvero L'HAREM DEL PAPI


Chi parla di difesa della privacy nel rapporto con la politica sembra voler ignorare che la democrazia non è soltanto “governo di popolo”, ma anche “governo in pubblico”.
Questa profonda verità è oggi al centro della discussione italiana, una verità che rende inammissibile la menzogna in politica, soprattutto quando il mentitore si configura in chi ha voluto liberamente rinunciare allo spazio privato per rendersi protagonista nel grande palcoscenico dello spazio pubblico.

La vicenda del triangolo Silvio/Veronica/Noemi non può essere semplicemente liquidata come la solita bufera familiare, perché qui non si tratta di qualche pettegolezzo privato, bensì di una denuncia circostanziata della moglie Veronica Lario e dei suoi riferimenti politici sulla figura pubblica di Berlusconi.
Occorre piuttosto interrogarsi sui comportamenti di un personaggio incaricato alla funzione di capo del governo. Ed in quanto tale quei comportamenti diventano di pubblico interesse.
D’altronde, sono state le dichiarazioni della moglie Veronica Lario con la lettera a “Repubblica” e subito dopo quelle di Silvio Berlusconi nel salotto del ciambellano Vespa ad esporre all’attenzione dell’intero Paese l’inquietante vicenda in cui venivano intrecciate le seguenti tre affermazioni:

Veronica dice: «Mio marito frequenta minorenni», «Mio marito non sta bene»;
Silvio replica: «Questa storia è un complotto organizzato dalla sinistra».

La prima affermazione chiama in causa la pratica del potere, definito “ciarpame senza pudore”, che degrada la sovranità popolare quando sono “veline” a rappresentarla per meriti di "ben condito" aspetto e soprattutto di morbosa intimità col premier.
Le altre due affermazioni, invece, allarmano perché l'una denuncia una instabilità psicofisica e l'altra un complotto contro il capo del governo.
Dunque si tratta di vicende tutte politiche che occorre verificare.
Intanto sembra chiaramente evidente escludere quella del complotto di sinistra.
Infatti il primo a dare notizia delle candidature di “veline” alle elezioni europee è stato proprio “Il Giornale” appartenente alla famiglia Berlusconi (pag.12 del 31 marzo 2009).
Poi un altro giornale “Libero”, diretto da Vittorio Feltri, pubblica il 22 aprile 2009 (in prima pagina) notizie con foto di Angela Sozio (del “Grande Fratello”) e delle gemelle De Vivo (dell’Isola dei Famosi) come probabili candidate alle europee; ed ancora a pag.12 pubblica l’articolo dal titolo «Gesto da cavaliere: le veline azzurre candidate in pectore» con nel sommario «Silvio porta a Strasburgo una truppa di showgirl».
Di quest’ultimo quotidiano sono collaboratori Gianluigi Paragone, Veneziani, Socci, Brunetta, Martino, e persino Michela Brambilla.
Sono due giornali che non si possono definire certamente di sinistra, e le affermazioni della signora Lario partono dalle rivelazioni di questi giornali vicini al premier e convalidate dalle proprie considerazioni perchè persona già a conoscenza dei fatti.
Era prevedibile, oltrechè legittimo, che poi il quotidiano “Repubblica” ne approfondisse l’indagine attenendosi ai doveri di un giornale e alla missione di informare l’opinione pubblica.

Berlusconi, dunque, farnetica quando accusa la sinistra di fantomatici complotti.
E’ l’ennesimo tentativo di celare le proprie ambiguità.
Berlusconi è infatti l'uomo che ha unito pubblico e privato fino a confonderli. E quello che ora interessa è chiarire il percorso tra le contraddizioni di un uomo pubblico in una vicenda pubblica, perchè, qualora in tale vicenda ci sia davvero denigrazione, la si possa spazzare via con la semplice forza della verità.
Ma il Presidente del Consiglio fa soltanto minacce e non spiega. Si presenta alle telecamere con i suoi monologhi, assistito da conduttori servi e da interlocutori ridotti a figuranti silenti.
Sono le sue reticenze, le sue doppie o triple versioni a rendere inevitabile l’attenzione pubblica sul rapporto tra verità e politica. E col suo excursus logorroico, corroborato dall’antico vizio della retorica populista, esibisce la pubblica menzogna, quasi inebriandosi di trasformare un Paese normale in un deprimente fotoromanzo italiano, distruggendo quel che resta ancora di politica nella nostra società ed instaurando un abuso continuato di potere che può diventare anche un pericolo per la nostra democrazia.

Ma quello che stupisce è l´asservimento della televisione pubblica ai vizi del ricco imperatore, è la latitanza del sistema dei nostri media, tendenti ad evitare di fare domande pungenti a chi governa con metodi che impoveriscono la qualità democratica del Paese.
Ed intanto, tra strizzatine d’occhio, battute da caserma e gallismo goliardico, Berlusconi può dire, fare e disfare quello che vuole senza contraddittorio...e nessuno si scandalizza.
Una progressione continua che, attraverso l'assassinio della politica e per l’indifferenza colpevole degli italiani, prepara l'annullamento della pubblica opinione e la premessa del potere assoluto.
Così è ridotta questa Italia: un Paese che rinuncia alla propria coscienza critica, alla propria vocazione democratica, alla propria capacità di autodeterminazione, un Paese appiattito sulla figura del Capo, che vive in funzione delle sue vicende in un incredibile intreccio tra politica, corruzione e valori compressi.
Ma forse è questo ciò che vuole il Popolo di “Barabba”...lo stesso ragionamento che 2000 anni fa portò il Cristo sulla croce.
Ed il risultato elettorale di oggi, nonostante la frenata del PDL, ci suggerisce questa risposta: Il Barabba esiste ancora, e CON SILVIO B(arabba) UN’ITALIA PEGGIORE E’ ANCORA POSSIBILE..!
Addì, 8 Giugno 2009

(da www.webalice.it/arenavincenzo )

martedì 5 maggio 2009

VENERDI’ 17....PER I CITTADINI DI MISTERBIANCO SI ALLUNGA LA QUARESIMA

Era prevedibile che il maldigesto "viaggio dell’ipocrisia" a Palermo del Sindaco di Misterbianco, avrebbe vomitato i suoi esiti in Consiglio Comunale.
Infatti venerdi scorso, nella notte del 17 aprile, si sono adunati i banditori del "politicantismo" locale per blandire il popolo di Misterbianco con le ridicole lusinghe contenute in una mozione intesa ad intercedere presso la SERIT per una strumentale e semplicistica rateizzazione dei pagamenti TIA.
Finita, però, l’adunata notturna delle teste grosse consiliari e tutti ben remunerati per l’incomodo sofferto, è rimasto ancora gabbato l’indifeso cittadino.
Eppure sul manifesto di convocazione del Consiglio Comunale la Presidente sig.ra Buzzanga (collezionatrice di ex appartenenze e poi approdata per coerenza etica nel PdL), annunciava il "dimezzamento" dei pagamenti e, di conseguenza, lasciava intendere una "rideterminazione" degli oneri salassanti che l’Ato3 dal 2004 ha illegittimamente fatturato alle utenze con pesanti penalizzazioni.
E poi, la credibilità alle mobilitazioni ed ai buoni propositi del PD locale che fine ha fatto ??
Alle parole non sono seguiti i fatti, e a Misterbianco per i cittadini contribuenti sarà ancora lunga la loro quaresima…pesantemente penalizzati e relegati in una condizione di indifesa sudditanza all’ATO.
L’immobilismo del Consiglio Comunale (in particolare dei consiglieri del centro-destra) ha rivelato, con la presentazione della beffarda mozione, che "il viaggio Misterbianco-Palermo A/R" del borgomastro di Misterbianco altro non era stato se non la mascheratura di "un viaggio dell’ipocrisia".
Dal Sindaco, dalla sua Giunta, dal Difensore Civico, dal Presidente del Consiglio Comunale sig.ra Buzzanga e dai Consiglieri (rappresentanti del popolo?) avremmo voluto percepire almeno i buoni propositi e non la messinscena di una mozione di ruffiani attori dei carrozzoni che lucrano sui servizi pubblici rendendo la cittadinanza ostaggio del profitto privato.
Ma già dalle precedenti vicende, dalle insolenti dichiarazioni del Sindaco Ninella Caruso e dalla latitanza delle istituzioni si erano intuite le reali intenzioni di comparaggio a scoraggiare le timide proteste sociali che si levavano nel paese.

Per mettere ordine al tormentone TIA e restituire la normalità sarebbe bastato che il Comune avesse concepito immediati provvedimenti con criteri razionali, che facessero intendere al cittadino di essere non semplicemente un amministrato e neppure un ingenuo fruitore di servizi ad uso di carrozzoni speculativi, ma uno che amministra il proprio essere sociale con la partecipata condivisione ad un ristabilimento "sostenibile" dello strumento economico-finanziario dell’Ente Pubblico per la pubblica utilità.
Sarebbe bastata questa presa di coscienza a far sentire i cittadini tutelati dall’Ente Comunale, consapevoli che i soldi del contribuente vanno acquisiti con equa misura e gestiti con scrupolo ancora maggiore di quello con cui si gestiscono i propri.
Se la maggioranza dei cittadini non ha assolto al pagamento è perché essi avvertono di subìre una tassa esosa non corrispondente al servizio ricevuto. Non si è trattato di evasione, come incautamente e sfacciatamente dichiarava ovunque il nostro Sindaco, ma di un rifiuto che potesse servire da stimolo alle istituzioni per rimettere ordine ad una imposta che, nel passaggio da Tarsu a Tia e con effetto retroattivo dal 2004, è stata resa impraticabile da una eccessiva ed inconcepibile lievitazione, triplicata ancor più da gravose penalità attribuite all’inconsapevole utente senza neppure il consueto preavviso informativo delle nuove norme sanzionatorie. E poi code, caos, importi sbagliati, procedure incomprensibili.
UNA CALCOLATA FURBERIA DI OPERATORI PRIVATI con effetti quasi da "estorsione legalizzata", tollerati e favoriti dalle autorità pubbliche con la benevolenza di omessi controlli. Perché è sull’onda delle privatizzazioni che ora si esercitano forti salassi per la propensione del privato a ricercare i grossi profitti e a difendere la sua avidità.
Infatti dall’istituzione comunale nulla è stato fatto e, senza nemmeno la fatica di dover partorire uno straccio di difesa, si è consentita sin dal suo inizio la costante applicazione di procedure illegittime per colpire i cittadini. Anzi, su qualche bacheca cittadina resistono ancora residui di manifesti provocatori ed intimidatori di questa amministrazione comunale: si giustificava la SimetoAmbiente Ato3...e si demotivava la cittadinanza.
Ed ora, allorquando vengono meno le prerogative della reale partecipazione e l’organismo comunale è trasformato in labirinto dell’indifferenza da un Consiglio Comunale acefalo senza più connotati, si eludono gli interessi prioritari della cittadinanza e prevalgono i patteggiamenti rovinosi del politicantismo.
CHE FARE ADESSO ?
Occorrerebbe che le organizzazioni popolari e sindacali incoraggiassero la costituzione di comitati cittadini al fine di sanare il perdurare della colpevole inerzia e l’indifferenza ai falsi artifizi che, se prima facevano sentire aria di palude, adesso fanno respirare aria di disfacimento.
Occorre far valere le ragioni di illegittimità emerse da più sentenze della giurisprudenza e coalizzare la protesta degli utenti dell’ATO3 in una assise intercomunale che, rompendo gli steccati dell’immobilismo, faccia cessare le intimazioni di fatturazioni vessatorie e obblighi le istituzioni pubbliche a riappropriarsi di quella sovranità che sembra essere stata dal profitto privato.
Addì, 27 APRILE 2009

( da www.webalice.it/arenavincenzo )

martedì 31 marzo 2009

MISTERBIANCO/PALERMO ovvero Biglietto A.R. del borgomastro di Misterbianco

COMPLIMENTI alla sig.ra Ninella Caruso, borgomastro di Misterbianco, ed alla Sua compiacente Giunta.
Tra festivals, sagre alimentari, sfilate di moda, cabaret, kermesse e poi Carnevale…..il borgomastro avrebbe voluto “gabbare” il malcontento.

Ma, ahimè, infine è stata costretta dalle circostanze emergenti ad inserire nella sua agenda la beffarda missione “antiTIA” a Palermo presso gli amici di cordata Raffaele Lombardo e Toto Cuffaro.
Già Publilio Siro (scrittore latino del 1°sec.A.C.) sentenziava “I DIFETTI DEGLI AMICI, SE LI TOLLERI, LI FAI TUOI” e poi aggiungeva “SE OBBEDISCI MALVOLENTIERI, TU SEI UN SERVO; SE VOLENTIERI, TU SEI UN COLLABORATORE”.

E di certo le circostanze accadute dimostrano che l’amministrazione Caruso ha preferito sponsorizzarsi nelle frivolezze delle proprie “amene culture”; ed ora probabilmente, col suo “viaggio della disperazione” presso i cari amici di Palermo, avrebbe voluto recuperare quello che sa di aver perduto, o quanto meno incipriarsi l’immagine per continuare ad illudere i suoi concittadini col perbenismo di quel valore tanto ostentato nella sua campagna elettorale.
La sua autorevolezza, nel massacro delle bollette TIA, l’ha voluta sconsideratamente usare solo per atteggiarsi a difensore del carrozzone ATO 3 Simeto Ambiente con dichiarazioni e manifesti chiaramente percepiti come un’accusa ai cittadini a voler evadere le tasse, quando invece avrebbe dovuto riconoscere la responsabilità sua (e della sua parte politica) dei pesanti aumenti della tassa sui rifiuti e per non aver assicurato la difesa dei contribuenti, relegati in una condizione di indifesa sudditanza all’ATO.
Da Lei, dalla sua Giunta e dal Difensore Civico avremmo voluto fatti e non parole.
Invece i cittadini sono stati presi d’assalto dalle intimidazioni del borgomastro e dai carrozzoni vessatori che hanno salassato l’economia popolare con esose richieste certamente di gran lunga non rispondenti ai servizi offerti e nella completa latitanza di controllo dell’organismo comunale, a tutt’altre amenità interessato.
E non solo. Sono state eluse le proteste dei contribuenti, obbligati a correre da un posto all’altro e sottoposti ad estenuanti resse di attesa tra pesanti penalità, errori di notifica, disinformazione pubblica, situazioni discordanti di superficie tassabile e disorganizzazione degli uffici preposti.
Certamente le tribolazioni della TIA, iniziate sin dall’Ottobre 2007 e perpetrate sino ad oggi, hanno trovato terreno favorevole anche per l’immobilismo del Consiglio Comunale e degli organismi costituzionali di tutela, che hanno scoraggiato le timide proteste sociali che si sono levate nel paese.
Un incauto temporeggiamento, da cui troppo tardi si è tentato di uscire, quando invece sin dal primo manifestarsi si sarebbe dovuto organizzare una reale ed incisiva opposizione popolare, il cui intendimento avrebbe dovuto essere quello di un ristabilimento sostenibile dello strumento economico-finanziario dell’Ente Comunale Pubblico e non il mantenimento di carrozzoni privati che lucrano sui servizi pubblici rendendo la cittadinanza ostaggio del profitto privato.
MEGLIO TARDI CHE MAI.
Adesso urge rimediare ai profondi guasti di una gestione acefala. ….. COME ???
A mio avviso i provvedimenti immediati, per una definizione che metta ordine al tormentone TIA, potrebbero essere:
-Scioglimento del Consiglio d’Amministrazione dell’Ato3 Simeto Ambiente e restituzione della gestione rifiuti all’Ente Locale o ad un consorzio di Comuni limitrofi;
-Provvedimento di sospensione delle obbligazioni imposte da SERIT e consimili;
-Verifica e pubblica trasparenza della correttezza di tutte le superfici delle utenze domestiche, non domestiche o comunque tassabili, sia di quelle già iscritte nei ruoli sia delle altre non ancora dichiarate;
-Rideterminazione delle tariffe applicabili e dilazione dei pagamenti;
-Attivazione di un procedimento agevolativo degli arretrati, che dovrebbero essere riscossi dal Comune con l’applicazione della tassa effettivamente dovuta e che preveda, con una apposita deliberazione del Consiglio Comunale, la NON APPLICAZIONE di penalità ed interessi da recuperare (per coloro che avessero provveduto già al pagamento) con conguaglio sulle prossime bollette.
STAREMO A VEDERE QUALI SARANNO LE INTENZIONI E I BUONI PROPOSITI DELLE ISTITUZIONI E DELLE PARTI IN CAUSA.
Addì, 31 Marzo 2009
(Da www.webalice.it/arenavincenzo )

giovedì 19 marzo 2009

La CATANIA del CentroDestra e di Berlusconi sull'orlo del CRAC

Domenica scorsa 15 Marzo puntata evento di REPORT: è andato in onda il completo reportage su Catania di Sigfrido Ranucci dal titolo “I Vicerè“. La trasmissione è stata vista da tutta Catania; ed in questi giorni in città non si parla d’altro.
Per chi si fosse perso questo reportage, può vederlo integralmente in video... cliccando qui .
L'ottima trasmissione giornalistica condotta dalla bravissima Milena Gabanelli, è una delle poche che possa davvero definirsi di "servizio pubblico". Report va in onda ogni domenica in prima serata su Rai Tre e ogni puntata offre un servizio giornalistico "scientificamente" documentato e, soprattutto, coinvolgente su uno dei tanti scandali italiani che putroppo non trovano grande spazio sullo scenario mediatico italiano e che, perciò, cerco di diffondere nel web come semplice servizio agli utenti della rete.
La puntata, dal titolo "I Vicerè", ha trattato il cosiddetto "modello Catania", dove la città siciliana è stata presa come simbolo del modo di costruire il consenso tramite gli intrecci con mafia e certa imprenditoria locale, compresa l'editoria, e tramite una politica clientelare. Un modello politico che ha portato al disastro economico Catania, così come tante altre città italiane, specialmente del Sud, dove tale modello è applicato.
E nonostante ciò, il consenso non diminuisce, anzi si rafforza sempre più, specialmente a Catania che è diventata (disastrosamente) roccaforte del centrodestra e di Berlusconi.