Infatti proprio nell'America di Obama un'alta carica istituzionale sarebbe stata costretta a dimettersi per molto meno della vicenda Mills o delle altre nefandezze del premier. Basta leggere i giudizi non certamente lusinghieri della stampa americana e internazionale nei confronti del premier, le cui vicende ingarbugliate e grottesche non rappresentano certamente una buona presentazione.
Ma in Italia (che dagli USA copia sempre le cose peggiori e rifiuta invece le cose buone) le regole democratiche e morali non valgono. Ed era prevedibile che i compiacenti media italiani, per rendere all’opinione pubblica la percezione di un successo di quella visita, enfatizzassero la traduzione di qualche frase di Obama, obbligato dal cerimoniale di cortesia ad accogliere le sgangherate versioni del nostro imperatore da operetta.
Anche il recente vertice con Gheddafi ed il prossimo G8 (a cui guarda con divertimento il nostro premier) sono le inutili recite del nostro imperatore per dimostrare che lui ancora esiste e non perchè pensa davvero di cambiare lo stato caotico delle faccende disumane del mondo.
Nell'Italia dei servi "yes men" e dei cortigiani, l'informazione berlusconiana ha avuto sempre il risultato di una sceneggiata paranoica che tende ad oscurare la mente degli incauti elettori, a cui basta una strizzatina d'occhio e qualche battuta spiritosa del capo"sciupafemmine" per essere distratta dalle reiterate gravi responsabilità del capo di governo.
Seguendo uno schema già consolidato, tutta la macchina dell’impero Berlusconi (giornali e tv, direttori, esperti di gossip, starlette e tutta la fauna di figuranti del mondo dello spettacolo) è impegnata a screditare quel che resta della libera stampa ed a ridurre i danni prodotti dalle ultime vicende del Cavaliere. Questa macchina berlusconiana della bugia esiste e continua a funzionare nelle sue reti Mediaset ed in quelle della RAI asservita, soprattutto coi servizievoli “porta a porta”, costruiti sul nulla dal suo ciambellano di corte Bruno Vespa.
Uno dei motti preferiti dal gerarca nazista Joseph Goebbels era: "Qualsiasi bugia, se ripetuta frequentemente, si trasformerà a poco a poco in verità".
Nella storia recente d’Italia c’è memoria viva di tempi simili: accadde nel nostro passato, ma forse non ne siamo usciti vaccinati.E' la solita storia che spaccia una realtà immaginaria, e di questa immaginazione è malata l’Italia.
Così, tra promesse fasulle e clamorosi scandali, che ogni giorno continuano a rimbalzare sulle teste del popolo, ci dimentichiamo il senso della realtà e della ragione. E ci si abbandona, purtroppo, al sonno dell’oppio.
(dal sito www.webalice.it/arenavincenzo )
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